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Scopriamo la riserva naturale Zompo lo Schioppo durante una rigida giornata di inizio gennaio, girovagando tra le valli abruzzesi che confinano col Lazio.

Per salire alla sorgente che dà il nome alla riserva bisogna attraversare un bosco di castagni, aceri e cerri. Ma solo quando i faggi secolari contorcono i loro tronchi grigi si giunge al cospetto di un salto d’acqua che sembra la lunga lingua bianca del Monte Crepacuore, da cui il torrente sgorga gettandosi nel vuoto con uno zompo, appunto, di più di ottanta metri.

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Salutata la cascata più alta d’Appennino, sul sentiero del ritorno ci imbattiamo in tre possenti cavalli da tiro che riposano dopo il lungo lavoro, protetti da un cane da pastore.

Poco più in là due uomini stanno caricando un camion con grossi tronchi di castagno. Sostiamo a ritrarre le loro magnifiche bestie ed ecco che ci si presentano: sono Peppe Manni, 74 anni, boscaiolo da generazioni e uno degli ultimi ad adoperare ancora i cavalli per il carico nel bosco, e suo figlio Ezio, che si trova qui in occasione delle vacanze di Natale, visto che ormai ha lasciato la ditta del padre per lavorare nel cantiere dell’Alta Velocità della Stazione di Bologna.

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I ritratti dei cavalli riscuotono apprezzamento, Ezio poi è sicuro di avermi giù visto intenta a dipingere con la mia bicicletta in via Oberdan… e così in men che non si dica veniamo invitati a cena:

Peppe continua a riempire i bicchieri col suo corposo vino novello mentre ci racconta una vita spesa su e giù per le montagne di tutto il centro Italia:

– Facevo da solo il lavoro de tre, quattro uomini: quant’evvero iddio, ero l’uomo più forte della valle!

IMG_0388-Adesso il lavoro non c’è più, ci spiega Ezio, la legna arriva dall’estero, a prezzi troppo bassi, e noi abbiamo già dovuto vendere quasi tutti i cavalli.

Elisa, la moglie di Peppe mentre ci serve le ciambelline al vino, con gli occhi che non smettono mai di sorridere ci raccomanda:

-I disegni che avete fatto portateli a Bologna, che lassù queste cose neanche se le immaginano!

Cara Elisa la vostra storia è diventata un’altra canzone disegnata della Cantastoriessa di Nomadisegni:

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I disegni di Rocco e altre foto dello Zompo lo Schioppo su www.nomadisegni.it

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illustrazioni, NOMADISEGNI, sassolini

altipiani-lupacchiottaEcco finalmente pubblicata e consegnata ai bambini delle scuole elementari di Folgaria, Lavarone e Luserna la Mappa dei Magnifici Altipiani Cimbri.

Nel mese di luglio 2013 sono giunta per la prima volta sugli altipiani trentini che ospitano la comunità cimbra. Per orientarmi nel panorama e progettare questa carta geografica ho camminato e pedalato, mi sono lasciata guidare da Fernando, Marco, Morena, Anna, Luigi, Andrea, Gianni, Giulia. Sui miei passi ho raccolto voci, incontrato animali, ascoltato silenzi, conosciuto persone e case. Dalla rielaborazione di appunti, foto e schizzi è nata questa mappa destinata principalmente ai bambini di quarta e quinta elementare. Sul retro infatti, c’è un grande spazio bianco pronto a ospitare la mappa che ogni bambino realizzerà del territorio in cui vive.

Il progetto è stato ideato e curato da Giulia Mirandola, con il sostegno della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri e del Sistema bibliotecario trentino, e promuove la lettura del paesaggio e la conoscenza della sua comunità.

Non vedo l’ora di tornare a primavera sugli altipiani, quando sotto la neve che si scioglie troverò le opere dei bambini, per lavorarci ancora insieme e esporle in una grande mostra colletiva.

Le immagini delle esplorazioni tra i boschi cimbri si trovano su www.nomadisegni.it

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Cantastoriessa di Nomadisegni, illustrazioni, photo gallery, sassolini, storie brevi

marinafainaEcco il racconto della Faina che brucia sul manifesto del MUVIMENTS Festival, una storia nata l’estate scorsa, dopo un incontro con una faina incidentata, di ritorno da un concerto dalle parti di Formia. Quella volta, l’ultimo ritornello ascoltato al concerto, ci rimbalzò in testa per tutta la notte… ed è così che le parole della Canzone Arrabbiata di Nino Rota ora si mescolano al canto della Faina che Muore e si stampano sui muri del Castello medievale di Itri, insieme ai nostri disegni incrociati.

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