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NOMADISEGNI, NYUBU, ON DE ROAD, photo gallery, sassolini, sketch book
IMG_1374 Gli uomini che non sanno più riconoscerle le scambiano per le malefiche Strie del la Yatha, le streghe dei ghiacci. Sono invece le Regine Dolomitiche dell’Inverno, vagano di vetta in vetta per annunciare l’arrivo del gelo, nascondono tra le loro vesti le anime dei morti e custodiscono le chiavi degli inferi, ma sono anche divinità sananti “poichè tengono nelle loro mani, insieme alla sorte del tempo scaduto, il dono della grazia, la promessa di vita futura. Dalla tradizione più antica sono poste a custodia della soglia che divide l’eterno ritorno dalla lenta caduta nel tempo, tutte accomunate dalla rayèta, la magica pietra azzurra che sorveglia l’inizio, governa l’evoluzione e sigilla l’accesso al mondo degli inferi, affinchè le anime morte possano aspettare nel grembo della terra il sorgere di un nuovo ciclo, quando il tempo sarà compiuto.” Ulrike Kindle – Miti Ladini delle Dolomiti IMG_1386IMG_1382IMG_1400IMG_1391IMG_1393IMG_1389 IMG_1375IMG_140120170219_14024420170219_140324IMG_1379aIMG_1388IMG_1394bIMG_1397IMG_1399IMAG0067 NYUBU in questo blog NYUBU su facebook
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maGira inBici, ON DE ROAD, photo gallery
Dyanarcobalena w Quest’anno al Treviso Comics Book Festival ho costruito maschere a fumetti insieme a bambini che sanno fare bellissime capriole sui prati. E poi ho trovato posto con la Magira-Bicicletta tra gli orti portatili che hanno costruito i “guerrilla gardeners” trevigiani, dove: mi hanno spiegato che quel profumo buonissimo che si sente a volte in settembre viene da una pianta che si chiama Olea Fragrans, ho scoperto che il mio prof di fisica del liceo adesso fa il coltivatore diretto di frutta e ortaggi sulle Prealpi, ho ricevuto la promessa solenne da parte del signor Antonio, 82 anni, che quando tornerò a metà ottobre ci saranno per me ad aspettarmi i pompelmi del suo albero. Anche se ho sentito dire da certi esperti che il fumetto è morto per autocombustione, io mi fido di più delle parole di Marie, 8 anni: “La tua volpe con la coda arcobalena si chiama Diana, come la dea della foresta. Solo chi sta dentro alla foresta può vederla VERAMENTE.” IMG_8090IMG_8097 12006502_870318826377545_5892440120694858710_o12080244_870318939710867_7736462686120429823_o Dyanarcobalena w2

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illustrazioni, maGira inBici, ON DE ROAD, PIANTAGGINI

magira inbici

Eccomi a darvi il benvenuto sulla nuova pagina facebook, che proverà a seguire l’atelier rotante di Magira inBici.

I disegni di buon auspicio che mando a tutti per festeggiare sono gli ultimi nati all’angolo di via Oberdan lo scorso venerdì, tra gli sciami di ragazzine intente allo shopping e gli incontri che ogni volta emozionano la pittrice in bicicletta.

Come quello con Alfio: “Artista!” mi apostrofa come al solito: “Aiutami a mettermi la giacca: ho il braccio fasciato che son caduto nella doccia!” Alfio che stava al mio fianco fino a qualche mese fa, vendendo gli sgargianti dipinti della madre e che ora, dopo l’ultimo TSO vaga inebetito per le vie della città. A lui e a tutte le traiettorie sbilenche dedico quel mio provare ogni tanto a stare lì, sul ciglio ad ascoltare.

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Cantastoriessa di Nomadisegni, maGira inBici, ON DE ROAD, photo gallery, sassolini
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Al ritmo di guitara e cajon biribim biribom son scesi cantando dai monti i disegni

Tutta Discesa nel verde casson borombombom su sanpietrini, ciottoli e masegni

Han pedalato le storie in città citlak citlak citlak citlak fino a riempire Modo Infoshop

Sono arrivate insieme all’estate drin drin drin bi bop bi bop

COMBOtd-12giugnoWEB IMG_2297 Grazie a Josè, Federico, Rocco e a chi si è unito a noi a piedi e in bicicletta. E poi ancora due articoli a pedali da L’Unità e Piazza Grande: TD L'Unitàweb TD-Piazza-grandeWEB
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maGira inBici, ON DE ROAD, photo gallery, PIANTAGGINI, ritratti, sassolini, scritti

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Domenica di metà dicembre. Attraverso, sulla bicicletta carica di disegni, la città intirizzita, intenta a rifarsi le piume dopo la gelata notturna.

Salutano la mia pedalata sorrisi che si aprono bianchi sotto occhi scuri. Il ragazzo filippino che rastrella le foglie secche nel cortile di una villetta di via Alberti, il signore pakistano con la sciarpa attorno alle orecchie che vende il Resto del Carlino al semaforo tra Masi e Mazzini, un giovane rom che si sta infilando la tracolla della fisarmonica, seduto sui gradini di Santa Maria della Pietà, in San Vitale.

Incomincio a impastare civette a pastello e a sfornare tartarughe di Natale mentre sale dalla pianura l’alito ghiacciato della nebbia. Arrivano le prime visite: Freddy con il flauto nello zaino e il suo piccolo cane, la bambina Martina che oggi ha due ciuffi di capelli blu, Davide che si è licenziato dall’ultimo incarico come infermiere dopo aver scoperto gli affari mafiosi dei suoi superiori, e ora è tornato a dormire in stazione.

La gente si accalca alla cassa dei negozi e si fermano a farmi gli auguri Pilo che sta organizzando il suo prossimo viaggio verso il caldo sudamericano, Giuditta che trascorrerà il Natale a danzare in India e Eldi che invece tornerà qualche giorno in Albania, contento di prendersi una pausa dal guazzabuglio precario dei suoi lavori.

Alla solita ora, nel primo pomeriggio, viene a farmi il solletico la signora Maria che, con i suoi settantacinque anni, l’altro giorno è caduta, ma il gesso che le han messo sul naso se l’è tolto da sola perché altrimenti non riusciva a vedere la televisione. E all’ora del tè ecco Primo Gnani, che invece ha superato gli ottanta, con i suoi racconti di quando era bambino e andava dal pasticcere a comprare per pochi spiccioli le briciole che avanzavano sui vassoi delle paste.

Quando si accendono le luci dorate delle comete appese al cielo nero, avviene l’incontro fortuito tra Enrico grande, contento per il successo del primo mercatino per bambini al circolo Atlantide dove di solito organizza concerti punk, e la mamma di Enrico piccolo che all’Atlantide ci abita vicino e non soffre la musica dei concerti, che anzi le allieta le levatacce quando è ora di allattare.

Al momento di chiudere i colori nel cassone di legno sul portapacchi della bici, Rashid e Mustafà si fermano a insegnarmi i nomi arabi degli animali che ho disegnato -“filun” l’elefante, “bumun” la civetta e “sulakfaht” la tartaruga.

Quando gli domando cosa faranno a Natale, loro che sono musulmani, mi rispondono: -Anche noi festeggiamo, coi nostri amici pakistani, ucraini e rumeni. Facciamo festa anche a capodanno: il nostro sarebbe stato a novembre, ma adesso siamo in Italia!

Rashid

natale2012COMBO

tortugaugurale

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illustrazioni, ON DE ROAD, sketch book

Le anime di certi luoghi le riconosci solo se ti appoggi alla corteccia di un albero e ascolti le formiche che ti corrono sulle braccia, come mi è successo sui Monti Aurunci con la Madonna delle Ginestre e del Finocchio Selvatico, Protettrice delle Lucertole e dei Pini Marittimi durante il Fuoco Doloso…

madonnadelleginestre

… oppure se li attraversi sotto un ombrello con l’erba alta che ti si incastra tra le ginocchia come è accaduto alle Vignole, nel mezzo della laguna veneziana, dove abitano vignaioli arcaici che hanno scelto di lasciare le isole maggiori per quelle minori…

BEPIsensaparoni

BEPI

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maGira inBici, ON DE ROAD, photo gallery

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Bologna inaugura i T-DAYS, la pedonalizzazione del centro durante tutti i weekend, e Magira si munisce di una fiammante bicicletta da pittrice.

MaGira inBici la troverete, al solito posto, quasi ogni sabato in via Oberdan…

… ma chissà che non le venga la strana idea di andarsene pure un po’ a spasso adesso che ha i pedali…

Ed ecco come nasce una magicletta: tanto sudore, amore, arance e chiavi a brugola… e naturalmente le mani sante di Rocco, Donato e Alessandro!

SUPER YUPP!

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