illustrazioni

l’ammazzacaffè

Con Simone Cortesi si studiava insieme all’Accademia, spalla contro spalla alle lezioni di Faeti. Giovanissimo, sta diventando sempre più bravissimo. Ha un blog che si chiama l’Ammazzacaffè. In cambio di una bustina di zucchero mi ritrovo un portentoso ritratto tratteggiato con la sua irresistibile prosa on-the-road-della-bassa.

Vai Simo, vai a mille all’ora.

Marina è illustratrice e fumettista. Il pubblico l’ha conosciuta con il Kurden People post Komikazen Festival. Dei suoi libri però potete avere notizie sul suo bellissimo blog. Tecnicamente parlando indefinibile, ha affrontato e vinto tutte le tecniche. Appendavamo ( appendevamo?) i grandi fogli uno vicino all’altro in accademia, e i suoi lavori erano un fuoco d’artificio di colori, di mani sporche di vernici, di matite, di segno poderosi. Una volta mi ha disegnato mentre disegnavo e ci ho ancora quel disegno. E pure la trilogia della Gatta Matta. Te la ricordi Marì? Ha un segno vibrante, deciso ma leggero come una foglia che si lascia ninnanannare dal vento. Ti porta l’occhio da una parte all’altra del foglio, fa una piroetta, diventa un grandissimo maiale e scompare dentro un albero. Approfittando di una forte corrente ascensionale sale sale sale in alto, bacia i colori, danza con qualche ruga di faccia di vecchietto. Gioca con i bambini e si lascia cadere esausta. Piano piano. Come una foglia. Marina ama la natura e io amo questa cosa. Nelle sue storie e illustrazioni è forte la componente animalo floristica. Reinterpreta in modo personalissimo anzi, vive, in modo personalissimo ogni animale, ogni pianta. Perchè le conosce. Tra l’altro, questa illlustrazione nasce proprio da una gitarella che ha fatto al Bosco Panfilia di Sant’Agostino, qui vicino a casa mia. Fermandosi al Bar Sport di Bentvòi, Marì ha trovato l’idea per the ammazzacaffè.

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