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USCITA SENZA ACQUISTI
Di solito la spesa la faccio in uno dei mercati organizzati da Campi Aperti, un’associazione di contadini che promuove l’incontro tra produttori e consumatori responsabili per divulgare l’uso e la pratica dell’agricoltura contadina biologica, delle produzioni eco-compatibili e del risparmio delle risorse naturali.
Al mercato (quello dell‘XM 24 il giovedì o quello del Vag 61 il martedì) non solo trovi della verdura che ha del sapore, del dentifricio che non sa di disinfettante e del formaggio che ti pare di sentir belare le caprette, ma puoi pure farti un paio di bicchieri di vino con gli amici senza soffrir di sfarfallamenti alle tempie il giorno dopo.
Se poi inizi a conoscere ogni produttore, diversi consumatori e pure gli avventori occasionali, oltre ad essere il modo di sostenere un’economia alternativa capace di lasciare solo lievi impronte sull’ambiente, ogni volta andare a far spesa diventa una piccola festa.
Solo che delle volte alla Coop tocca di andarci. Tocca riinfilarsi mansueti tra gli scaffali, angosciarsi di fronte alla scelta tra finto-bio e prezzo-discount e a quella tra vera cassiera e macchinetta parlante, uscire con sacchetti pieni di plastica e portafogli vuoti.
Poi invece però può avvenire un miracolo, per esempio durante una domenica controvoglia al centro commerciale alla ricerca delle catene da neve -indispensabili per scavalcare l’Appennino- può addirittura apparire Santa Insolvenza. La santa e i suoi angeli messaggeri distribuiscono buoni sconto per salvare le nostre anime dall’aumento dell’iva, salgono al cielo le invocazioni:
Santa Insolvenza dacci oggi il nostro reddito quotidiano e allontana da noi i nostri debiti perchè noi non siamo i veri debitori
si canta, si ride, si parla con gli altri clienti che altrimenti son solo facce anonime in fila alla cassa, insomma il prodigio: è festa anche alla Coop.
Poi però il supermercato viene chiuso anzitempo. Mentre noi usciamo a cercare l’Appennino, incrociamo due camionette blindate blu. I portatori di santità verranno bloccati dentro dalle forze dell’ordine e obbligati all’identificazione. Riusciranno ad uscire solo due ore dopo senza scontri e senza sconti. Ma senza neanche riuscire a fare la spesa.




