megafono
Quando lavoravo in una birreria di via del Pratello, ancora nei primissimi anni duemila, ogni tanto capitava questo Rocco, si piazzava al bancone e iniziava a parlarmi delle sue ricerche di fisica nucleare. Sempre incazzato, mi aveva eletto a pubblico ideale per i suoi interminabili monologhi su tutto ciò che non funzionava in Italia. Sempre arrabbiato, ma sempre con un sorriso stampato, un sorriso a metà tra il distacco zen e la presa per il culo. Cameriera da poco fuorisede, io speravo sempre che prima o poi si zittisse questoSEE DETAILS
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