photo gallery, sketch book

Bruxelles è un collage

Amo Bruxelles.

Amo vagare per le sue strade in giorni qualunque, sotto la pioggerella perpetua, scomponendo il collage urbano per ricomporre i pezzi a mio piacimento.

Bruxelles è un collage di razze, sapori, musiche, vecchio e nuovo. C’è una tale mescolanza di razze che quando parlo con le persone, una volta su due il mio stentato accento francese è comunque più francese di quello del mio interlocutore. La zona del vecchio porto ora è una cittadella araba costellata di moschee, sale da the, bouchèrie halal. Il quartiere africano Matongè ha lo stesso nome di un quartiere di Kinshasa e la domenica si cammina tra i capelli tagliati delle donne, sparsi sul marciapiede.

Tutto ha un tono minore rispetto all’Italia, non c’è nulla di urlato. C’è meno spazio per l’apparenza, più spazio per la creatività.

(per meglio leggere le immagini, comme d’abitude, basta cliccarci su)

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…eccomi già mimetizzata!

La mia amica Chiara che mi ospita qualche giorno chez sa petit maison, canta in un piccolo coro, formato da amiche italiane come lei emigrate a Bruxelles da ormai diversi anni. Il gruppo si chiama Puntine Acustiche e il repertorio è quello dei canti italiani di emigrazione di fine e inizio Novecento. Chiara mi ha coinvolto in una delle loro prove, in qualità di super-eroina che ancora resiste nel vivere sull’italico suolo…

Trenta giorni di nave a vapore

fino in America noi siamo arrivati

abbiam trovato nè paglia e nè fieno

abbiam dormito sul nudo terreno

come le bestie ci tocca riposà…

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