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Cantastoriessa di Nomadisegni, NOMADISEGNI, photo gallery, sketch book

In centro a L’Aquila sono pochi i passanti. Sarà che da quasi cinque anni nelle case non ci abita più nessuno, sarà il freddo che punge feroce, ma in giro per le strade incrociamo solo operai edili, al lavoro in quei cantieri che incominciano piano piano a svuotare i palazzi dalle macerie. Oppure alpini che si scaldano le mani soffiandoci sopra, mentre con le loro camionette presidiano le vie ancora blindate, tra i goccioloni della neve che si scioglie colando giù dalle impalcature. Poco fuori dal centro, l’anno scorso GiulianoSEE DETAILS

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sassolini, sketch book

A Venezia, tra le grandi navi che grondano masse di turisti a immobilizzare la città mentre sempre più abitanti se ne vanno, anno dopo anno, in mezzo al traffico di taxi, gondole e vaporetti, in aumento nonostante l’incidente mortale di quest’estate sotto il Ponte di Rialto, sulle fondamenta che cadono a pezzi perchè tutti i fondi pubblici da anni finiscono nelle tasche di chi dice di occuparsi della costruzione del Mose, -un sistema di paratie mobili che dovrebbe salvare la laguna e invece la trascina sotto le acque sempre piùSEE DETAILS

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PIANTAGGINI, scritti, sketch book

Sul gradino più ambito di via Oberdan, quello accanto al muro dove di solito appendo i disegni, la prima mattina di giugno trovo seduta una donna che non ho mai visto. È ripiegata su sé stessa, con la frangia nera nasconde gli occhi, sul cartello di cartone ci sono le foto di tre bambini. “In realtà di figli ne ho sei, ma non lo dico perché la gente non mi crede, oppure ha pietà di me e io non voglio: a me bastano i soldi per dare da mangiare aiSEE DETAILS

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megafono, photo gallery, scritti, sketch book

Domenica scorsa ci siamo incontrati in tantissimi, per rispondere al lamento delle valli dolomitiche, quelle in cui sono cresciuta. Il Piave intero lo hanno già appaltato a chi ne trae enormi profitti, trasfomando il suo alveo in un’immensa distesa distesa di pietre nude. Ora all’interno del Parco delle Dolomiti Bellunesi agli speculatori dell’acqua è permesso pagare per succhiare nei loro grandi tubi anche i torrenti minori, quelli che scorrono selvaggi attraverso le pareti di roccia decretate, solo due anni or sono, patrimonio dell’umanità. Ma i cantieri che stanno straziando laSEE DETAILS

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eventi, laboratori, photo gallery, sketch book

Con Aurelio, Giuliana, Gaia, paesani di questi borghi che si arroccano sulla via che dalla Romagna conduce alla Toscana, con Marie e Sebastien che da anni vengono qui a dimenticare per l’estate il cielo grigio di Bruxelles, e poi ancora con Kiki e i suoi ragazzi fin dagli Stati Uniti, percorrendo la strada che porta ai ruderi del vecchio paese, abbiamo fatto cantare le matite assieme a milioni di cicale. Come formiche abbiamo risalito la strada per il bosco, le nostre parole si sono intrecciate ai versi delle poesie diSEE DETAILS

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illustrazioni, ON DE ROAD, sketch book

Le anime di certi luoghi le riconosci solo se ti appoggi alla corteccia di un albero e ascolti le formiche che ti corrono sulle braccia, come mi è successo sui Monti Aurunci con la Madonna delle Ginestre e del Finocchio Selvatico, Protettrice delle Lucertole e dei Pini Marittimi durante il Fuoco Doloso… … oppure se li attraversi sotto un ombrello con l’erba alta che ti si incastra tra le ginocchia come è accaduto alle Vignole, nel mezzo della laguna veneziana, dove abitano vignaioli arcaici che hanno scelto di lasciare leSEE DETAILS

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PIANTAGGINI, ritratti, scritti, sketch book

Anche nella furia del blizzard crescono le Piantaggini… …ecco quella che trovate su Piazza Grande di febbraio. Mentre dipingo coi guanti di lana cervi che scavalcano montagne coperte di neve, mi si appoggiano due mani gelate sugli occhi -Chi é?- Fa una voce vagamente conosciuta alle mie spalle. Eldi l’ho conosciuto ai tempi dell’Accademia, a forza di incontrarci durante la pausa pranzo sotto ai portici di Piazza Puntoni, lui studiava pittura, portava sempre pantaloni spruzzati di colore acceso e all’epoca era da poco arrivato dall’Albania. Tra una lezione e l’altraSEE DETAILS

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sketch book

Ci hanno detto di non andare sull’isola, che d’inverno non c’è nessuno, la morte civile, la casa è fredda e umida, manco una pizzeria aperta e poi ci stanno i cani i cani randagi che mordono. E invece a Ponza a dicembre ci sono i narcisi in fiore, l’Aglianico buono, i bambini che mentre disegni ti mostrano i sentieri, i somarelli bradi e pure Aldo, che è sopravvissuto alla strage della miniera di Marcinelle del ’56 -nonchè alle sue tre mogli di cui una ninfomane- e se ne sta lì,SEE DETAILS

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megafono, sassolini, scritti, sketch book

Il treno che mi porta a casa la vigilia di Natale arriva a Mestre e lì, invece di attendermi un altro convoglio che mi conduca dai miei cari, trovo un’ora d’attesa al freddo e al gelo. E così, invece di scavalcare un ragazzo disteso a dormire sul pavimento per sedermi in sala d’attesa, decido di fare un giretto a Venezia, giusto il tempo di un saluto al Canal Grande dal Ponte degli Scalzi. Trovo una città che tace sotto al cielo plumbeo, pochi turisti avvolti dalla foschia lagunare, i gabbianiSEE DETAILS

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megafono, photo gallery, sketch book

Di solito la spesa la faccio in uno dei mercati organizzati da Campi Aperti, un’associazione di contadini che promuove l’incontro tra produttori e consumatori responsabili per divulgare l’uso e la pratica dell’agricoltura contadina biologica, delle produzioni eco-compatibili e del risparmio delle risorse naturali. Al mercato (quello dell‘XM 24 il giovedì o quello del Vag 61 il martedì) non solo trovi della verdura che ha del sapore, del dentifricio che non sa di disinfettante e del formaggio che ti pare di sentir belare le caprette, ma puoi pure farti un paioSEE DETAILS

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